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Mission statement

Chi siamo
La Casa Editrice Sismondi ha uno scopo precipuo: La crescita culturale, morale e spirituale dell'individuo, per evitare il sonno del materialismo e le tentazioni dei bisogni indotti. Soltanto attraverso un progresso interiore, l'umanità saprà ergersi a qualcosa di più, allargando le braccia ai più bisognosi, ai più deboli, alle cosiddette diversità.
Per favorire appieno questa nuova umanità, l'antropocentrismo non troverà mai spazio tra le collane Sismondi.
Riportato in auge un rinnovato biocentrismo, in cui l'essere umano possa vivere bene semplicemente sfruttando la propria intelligenza, allora animali, piante e l'ambiente tutto, finalmente godranno dello stesso rispetto fin prima riservato solo all'uomo.
In un mondo sempre più caotico, tutto sembra perdere senso, persino l'amore, il dialogo o l'autostima, eppure, a ben vedere, anche una goccia d'acqua può contribuire a forare una roccia. Il nostro tempo e la nostra mente, sono le nostre cose più importanti: diviene però fondamentale avere fiducia in se stessi e negli altri, comunicare, mettersi in discussione e mettere in comunione i valori in cui si crede. Non a caso, Sismondi Editore cerca di coinvolgere in prima persona i portatori d'interesse, per consentire il collegamento necessario a tirar fuori le risorse sociali che, altrimenti, divise, non emergerebbero.
Ovviamente, tutti questi propositi resteranno lettera morta se non vi sarà un'idonea complicità dei lettori ...
L'avversare le mode, la TV spazzatura, la credulità popolare, l'ignoranza, la violenza, la guerra, la caccia, la pena di morte, la vivisezione, gli OGM, le multinazionali, ma altresì coloro i quali minano la democrazia e la costituzione, volendo limitare o negare il diritto ad una informazione completa, diverrà gesto spontaneo, per chi, come Sismondi Editore, crede che l'individuo debba avere un valore aggiunto per potersi distinguere.
Mission statement
<< Sono Franco Pilon e voglio fare l'editore per aiutare i deboli della Terra e per preservare la Terra dalla distruzione. >>
Mi chiedo se sarà un buon Mission statement, questo mio, che risponde in maniera tanto stringata alle tre domande di rito: chi sono? cosa voglio fare? perché lo faccio?
Ma sì! D'altronde "talvolta è piacevole anche fare follie", ebbe a dire un poeta greco.
Il successo del mio proponimento, però, dipenderà da quanti lettori continueranno a darmi fiducia, da quanti visitatori reputeranno degni di riflessione e di applicazione i contenuti dei links che via via proporrò loro, o meritevoli di sostegno le iniziative umanitarie, le petizioni, le lotte e le campagne di sensibilizzazione per i diritti degli animali, per l'uso delle antiche sementi, per la decrescita sostenibile.
Dipenderà da quanti lettori continueranno a comperare porcherie accuratamente scelte da certi grandi gruppi editoriali e da quanti, per contro a ciò, abbasseranno la testa per guardare anche me che grande non sono ma almeno pubblico opere ricche di valore.
Dipenderà dagli strumenti adottati dallo Stato Italiano per trasmettere interesse per la cultura ed amore per la nostra meravigliosa Costituzione (a proposito, rileggerla non fa mai male. Ci si rende conto di quanto sia sempre più minacciata: http://www.governo.it/Governo/Costituzione/principi.html), dai fondi che deciderà di riservare, dalla bravura degli insegnanti e dalla volontà degli studenti.
Dipenderà da quanto il Presidente Obama potrà liberamente decidere.
Dipenderà dagli indirizzi etici o morali che il Vaticano deciderà di fornire ai fedeli nei confronti delle scelte alimentari (non credo che la responsabilità della crisi alimentare sia soltanto da attribuire alle speculazioni e so per certo che le camere a gas servivano per ammazzare, così come non ho dubbi sul fatto che ogni camion che trasporti bestiame, non lo porta affatto in gita turistica, e che ogni giorno si consumano inenarrabili olocausti di uomini e animali, tra il silenzio più totale).
Poi, se la sorte vorrà che per qualche incantesimo tornino in auge in campo politico l'onestà intellettuale e lo spessore culturale di uomini come Spadolini, Moro o Berlinguer, e la nostra bella penisola cessi d'essere ricordata come il Paese dove si costuma rincorrere ed emulare i famosi, le talpe e le veline, e cessi d'essere menzionata a livello mondiale per le condanne che riceve o per le spavalderie di qualcuno che ha sempre voglia di ridere perché è tanto ottimista... poi, dicevo, se tutto questo accadrà, potrei persino riuscire nel mio nobile intento.
Dipenderà, insomma, dalla voglia che gli Italiani avranno di usare il proprio cervello, senza farselo manipolare da altri.
Ma in conclusione vorrei almeno che venisse rispettata questa mia preghiera: la si smetta di dire, per definire fatti poco edificanti o vergognosi riguardanti ladri, stupratori, spacciatori, assassini e quant'altro, che sono "animali", o "bestie", o che si comportano da tali! Sono uomini, signori, uomini, colleghi giornalisti. Gli stessi uomini che l'antropocentrismo porta sempre in palmo di mano. Lasciamo in pace una volta per tutte i nobilissimi animali! Gli animali non si sono mai macchiati e mai si macchieranno di alcun fatto aberrante, ma hanno portato e continueranno sempre a portare, seppure soltanto negli animi più elevati, una gioia infinita.
"Il livello morale di un popolo si può giudicare dal modo in cui tratta gli animali" (Mahatma Gandhi).
Editore coraggioso?
Un amico mi ha definito "studioso brontolone", un altro "editore coraggioso". Sono vere entrambe le cose. Al di là dell'editoria ed in aggiunta agli interessi personali, sono molte le attività che mi vedono partecipe. Certo non vado in frega di grane, ma me ne infischio di risultare odioso ai poteri forti...! Anzi, dirò di più: voglio esprimere il concetto alla maniera di Epitteto. Chi rappresenta detti poteri, potrà pure ammazzarmi ma non potrà mai umiliarmi. Né umiliarmi, né prendermi in giro, aggiungo...
Le cose ingiuste le vedo e non le taccio. Come potrei starmene zitto di fronte alle ingiustizie, alle insulsaggini, ai crimini? Come potrei non tentare di dare un apporto alle infinite cause che mi si presentano quotidianamente? Vi invito a scoprirle un po' alla volta visitando la pagina EXTRA!, ma pure la sezione denominata BACHECA. E vi invito, ovviamente, a cercare di capire assieme a me da che parte stia la ragione...
Appena ieri c'era la minaccia dei tagli indiscriminati all'istruzione, poi della nuova legge sul testamento biologico, ora quella sul nucleare, fatta in barba ad un esito referendario che non lasciava adito a dubbi di sorta.
Domani cosa avverrà?
(Omissis)
Il nostro sito ufficiale: www.sismondilibri.it
Una precisazione per gli addetti ai lavori (che, ne sono certo, intenderanno al volo). Questo è il sito ufficiale della Casa Editrice Sismondi Editore: l'unico autorizzato a vendere i libri pubblicati dalla Sismondi.
La nostra Casa Editrice, dopo aver abbondantemente verificato che alle richieste di certe librerie on-line ed ai conseguenti invii in buona fede da parte della nostra Casa Editrice, non ha corrisposto alcunché; dopo aver gettato al vento un po' di quattrini per ingrassare chi già ne ha, ha deciso di non inviare più i nostri prodotti ad alcuna libreria on-line. L'unica libreria on-line eventualmente autorizzata ad esporre i nostri volumi sarà quella dell'Associazione DANAE, Associazione della quale ci pregiamo di far parte.
Librai virtuali, non richiedeteci libri! D'ora innanzi Vi risponderemmo: Il prodotto non è disponibile.
Il nostro vecchio sito: www.sismondieditore.it
Il nostro vecchio sito "statico", realizzato gratuitamente dalla Intelligence Software, che contestualmente ringrazio, giace nel limbo, in attesa che io abbia il tempo per rivederlo. Credo che ciò non avverrà mai. Tuttavia credo che rimarrà sempre occupato dal sottoscritto: l'anno addietro, oramai convinto di farlo morire per eutanasia, provai a non versare la quota di registrazione, ma mi accorsi che chi cercasse www.sismondieditore.it, incappava quasi per incanto in un gruppetto di grandi case editrici. Le solite note.
Il sistema c'è. Esistono degli appositi siti grazie ai quali, pagando, si possono occupare i siti "dormienti". E' tutto lecito. Al massimo è una questione di onestà intellettuale. Io, difatti, non lo farei mai.
Cartina al tornasole
Da diversi anni desideravo conoscere la vera valenza dei Veneti, popolo antichissimo per il quale 2500 anni fa avrei dato la vita. Ora finalmente ho l'occasione di conoscerla. Ho dato alle stampe un libro che racchiude in sè la soluzione a tutti i problemi del mondo. S'intitola: "Decrescita. Idee per una civiltà post-sviluppista". Quest'opera (scritta da sei autori di tutto rispetto) sarà la mia personale cartina al tornasole.
Da qui capirò quanto sia reale la volontà di risolvere i problemi del mondo e fino a che punto valga l'ispirarsi e l'appellarsi, nel fare gli editori, all'intelligenza dell'essere umano non animale.
Risultati elettorali
Vogliate indirizzarvi verso siti più idonei, per favore. Io mi occupo amorevolmente di cultura e di esseri indifesi. Confido in quasi tutti e in nessuno. Parleranno i fatti molto meglio di quanto possa farlo io da finto tonto o qualsiasi altro commentatore. Certo, nel Veneto Zaia ha stravinto. Che dire a caldo? Anzitutto buon per lui! La testa, se vuole, ce l'ha sicuramente (ad esempio, il no agli OGM sembrerebbe confermarlo). Ma ora i Veneti che lo hanno votato si attendono l'arrivo di tante cose buone: dal federalismo, al rispetto per l'ambiente e il territorio. D'altronde, molti candidati si sono proposti per il rispetto dell'ambiente e del territorio. Mi sovviene il nome di Gianpiero Possamai (Lega Nord – Liga Veneta), di cui ho conservato il "santino" diretto alla gente "comune". Chiaramente vado certo che Possamai non si sia anche rivolto con tutt'altri propositi (opposti, per intenderci) ai cacciatori e ai pescatori, perché sennò sarebbe grave. Ebbene, mi chiedo: Zaia offrirà il suo appoggio a costui per il rispetto dell'ambiente e del territorio? In cuor mio, spero che Zaia decida di dedicarsi al rispetto dell'ambiente e del territorio punto, il che è tutta un'altra cosa. Meglio ancora. Spero difenda l'ambiente come farebbe Andrea Zanoni se fosse stato eletto. E con questo ho detto tutto e Zaia capirebbe cosa intendo dire. Ma se Zaia mi leggesse (pur comprendendo bene che egli avrà cose molto più interessanti da fare), gli direi: "Sinceri auguri, Signor Presidente! Dopo il no agli OGM, però, non mi deluda, se può. Cerchi di portare un po' di levatura morale dei Veneti Primi ai Veneti Terzi, per favore. Grazie di cuore." E con questo concludo. Anch'io ho cose molto più interessanti da fare.
Salgareda, lì 30 marzo 2010
Purtroppo, dopo appena 3 giorni dalla data di questo post, rilevo che il neopresidente ha detto la sua in tema di semi umani, anziché di sementi, il che non è la stessa cosa.
Io, fossi il Governatore del Veneto, mi cimenterei sul rispetto delle forme di vita esistenti, no prenatali. Che sono tantissime e che hanno lo stesso diritto di vivere degli esseri umani. Checché ne dica la Chiesa o qualsivoglia religione, commentatore o politico.
Si può vivere benissimo senza carne e senza pesce, senza barbarie, torture e uccisioni. E, se così facessero tutti, tutti avrebbero di che mangiare e sfamarsi.
Il non voler considerare questa possibilità è il vero assassinio, altro che la pillola abortiva!
Salgareda, lì 2 aprile 2010
Incercettatemi
Ho sempre avuto un'opinione di Berlusconi esagerata, in linea colla sua megalomania. Non lo ho mai creduto, e non lo crederò mai, capace di salvare l'Italia come ha fatto per i propri interessi personali. Però l'ho sempre creduto capace di plasmare cervelli plasmabili, perché in questo, gli dò atto, è un maestro.
Credo che il suo amoroso veleno contro chi non la pensa come lui andrà aumentando in proporzione alla sua età, un po' come i problemi di Dorian Gray.
Ma credo che crollerà per peso proprio insieme all'Italia che, invece, crollerà per malnutrimento.
Oh, ma gli italiani non sono tutti malnutriti. Il divario è evidente! E' solo il governo che non se ne accorge. Difatti i riccastri non li contempla mai tra coloro i quali devono fare sacrifici. E costoro si salveranno scappando come sorci umani al momento opportuno.
Di Silvio (anzi no, è insopportabile che un nome proprio identifichi una persona), del Presidente Silvio Berlusconi e delle sue malefatte è stato scritto pressoché tutto. Per adesso. Tuttavia pare che egli sia più preoccupato delle intercettazioni degli altri italiani, più ancora che delle sue. Allora intendo sgravarlo un po' da questo balzello.
Offro il mio consenso alle intercettazioni. Sì, Presidente, non mi annoveri tra coloro i quali potranno fruire del suo prodigioso ddl sulle intercettazioni. Io non mi opporrò. Chi mi intercetterà, se mi intercetterà, ne scoprirà delle belle. Ad esempio cosa penso della politica e di taluni che si definiscono ferventi credenti cattolici, cosa penso degli evasori fiscali, persino cosa penso di chi professa la decrescita sostenibile ma guida fuoristrada o di chi ottiene posti in Regione per tener la bocca cucita. Scoprirà che sono rigorosamente eterosessuale e non pago le mie amanti perché non ne ho bisogno. Probabilmente scoprirà che sono cornuto, e ciò sarebbe una scoperta anche per me. Scoprirà che sono naturista e conosco perfino preti naturisti. Scoprirà che ho una dotazione sopra la media (così mi dicono)... e scoprirà che non faccio uso di alcun prodotto per ottenere l'erezione! Non sono forse invidiabile? Non sono forse un buon soggetto da intercettare? Quindi scoprirà che sono effettivamente vegetariano, che conto di farmi vegano, che da molti anni non bevo alcolici, che non mi drogo e non mi sono mai drogato ma che vorrei smettere di fumare. Poi scoprirà che provengo da una famiglia di gente onesta e lavoratrice di proletari e che, causa innata onestà, non ha mai fatto i soldi. Scoprirà che ho diversi debiti, che fin qui ho sempre onorato. Scoprirà che non ho conti all'estero, anzi non ho mai avuto conti, non ho camper, non ho barche, non ho aerei, non ho ville né seconde case. Dalle intercettazioni emergerà che ho una tana al mare, questo sì, fatta con legni portati dall'alta marea. Scoprirà che ho una casa di 80 metri quadri che finirò di pagare, se ci riuscirò, nel 2015 d.C. Scoprirà che condivido la mia casa con mia moglie, con un pastore maremmano abruzzese che nessuno voleva, con quintali di libri e quintali di carabattole che piacciono solo a me e a pochi altri. Ciò che non riuscirà mai a scoprire è che io usi parole di apprezzamento per Lei. Però non è detta l'ultima parola. Lei mi faccia intercettare...
Lettera semiseria
Ed ora, dopo la lettera semiseria di cui sopra, mi attendo la più completa risposta da parte del Governo: il quasi-nulla.
Regione Veneto e caccia
Se avete letto fin qui, non vi sarà sfuggito il nome di Gianpiero Possamai al capitoletto intitolato "Risultati elettorali". Oggi, 25 luglio 2010, ho ricevuto una email che mi ha reso edotto circa una votazione sulla caccia in deroga da parte di una Commissione della Regione Veneto.
L'ennesima proposta, beninteso, nonostante l'Italia sia stata più volte condannata e benché la Comunità Europea abbia fatto luce sull'interpretazione che deve essere fatta della legge. In altre parole, i nostri politici regionali, pare intendano condannare a morte persino le specie protette e caricare sulle nostre spalle altre pesanti condanne con conseguenti esborsi in danaro (visto che ne abbiamo tanto...).
Che ha fatto Gianpiero Possamai? Ha espresso parere favorevole alla caccia in deroga. Cosa che un vero ambientalista non si sognerebbe nemmeno di fare, ovviamente. Oh, non ce l'ho con Gianpiero Possamai, sia chiaro. E' solo uno dei tanti cacciatori camuffati che, in campagna elettorale, riescono a prendere in giro molte persone ignare sostenendo che si prodigheranno per la salvaguardia dell'ambiente, salvo poi promettere ai cacciatori di estendere luoghi, periodi di caccia e varietà cacciabili.
Ce l'ho invece con quei Veneti che, per non spendere un po' di tempo e di denaro, non si informano bene prima di votare.
Vi invito, pertanto, a visitare la bacheca del sito. Noterete che Possamai è in ottima compagnia. Tutta gente che esprimendosi in siffatto modo, non avrà MAI il mio voto.
L'Aquila
Ricevo e pubblico molto volentieri.
"Ieri mi ha telefonato l'impiegata di una società di recupero crediti, per conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009. Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno. Causa terremoto. Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata. Ammutolisce. Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere. Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto. Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio. E mi sale il groppo alla gola. Le dico che abitavo proprio lì. Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi. Ed io lo faccio. Le racconto del centro militarizzato. Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio. Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati. Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire. Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire. E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere. Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo. Le racconto che pagheremo l'i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte. E ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti. Anche per chi non ha più nulla. Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta. Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile. Che lo stato non versa ai cittadini senza casa, che si gestiscono da soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto. Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo. Che io pago, in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per un appartamento in via Giulia, a Roma. La sento respirare pesantemente. Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di residenze di lusso. Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz'anima. Senza neanche un giornalaio. O un bar. Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro terra. Lontani chilometri e chilometri. Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo. Le racconto di una città che muore. E lei mi risponde, con la voce che le trema. " Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi. Dovete dirglielo. Chiamate la stampa. Devono scriverlo."
Loro non scrivono voi fate girare."
Daniela Cosulich
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