Co jèro cèa - Prosa autobiografica e poesie in dialetto trevigiano [di Gianna Tenuta Pilon] di Sismondi Editore

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Descrizione

Sono i ricordi della sua infanzia, vissuta tra la metà degli anni
Trenta e quella degli anni Quaranta.

Tutto, allora, era un inno alla vita che la frenesia dei nostri giorni ha cancellato. Queste pagine-ricordo, perciò, conquistano e nella spontanea semplicità del narrare, diventano testimonianza di un vissuto irripetibile. Se a questo si aggiunge l’uso della parlata dialettale, acquistano un’importanza non trascurabile.

Quello di Gianna Tenuta Pilon, è un raccontare sotto l'onda emozionale dei ricordi che si rifrangono nella mente in mille rivoli, accavallandosi e mischiandosi inevitabilmente, riportando così "alla luce", un mondo in gran parte scomparso o mutato: il mondo della sua infanzia, racchiuso tra la metà degli anni trenta e quella degli anni quaranta. Tutto, allora, era un inno alla vita che la frenesia dei nostri giorni ha cancellato.

Queste pagine-ricordo, perciò, conquistano e nella spontanea semplicità del narrare, diventano testimonianza di un tessuto irripetibile.

Se a questo si aggiunge l'uso della parlata dialettale, i "ricordi" autobiografici di Gianna Tenuta Pilon, acquistano un'importanza non trascurabile. Fermano, oltre il vissuto, un parlato dialettale che va sempre più perdendo la sua genuinità.

Emilio Gallina (dalla quarta di copertina)