Descrizione
La sua dottrina filosofica era così austera che qualcuno lo credette cristiano e il suo "Manuale" diventò nel corso dei secoli un punto di riferimento per i sostenitori della mortale naturale.
Non è un libro erudito. È un libro che valeva due millenni or sono come oggi. Perché i suoi insegnamenti non sono legati al tempo, ma all’uomo. Quindi sono sempre validi. Un libro intriso di spiritualità umana.
Un grande maestro della morale naturale
Da "La vita del popolo" del 22/10/2006
"MANUALE" DI EPITTETO
IN UNA NUOVA VESTE
La sua dottrina filosofica era così austera che qualcuno lo credette cristiano. Anche se non appartenne mai alla setta che in quel tempo andava diffondendosi a Roma. Epitteto visse schiavo, poi liberto a Roma e, quando l'imperatore alla fine del I secolo d.C. cacciò i filosofi dalla capitale, tornò nella patria ellenica. Epitteto non è un pensatore qualsiasi, anche se dai suoi scritti non emerge una particolare originalità. Tuttavia il suo "Manuale" è diventato nel corso dei secoli un punto di riferimento per i sostenitori della morale naturale. Visse momenti di gloria nel Settecento, il secolo illuminista che vagheggiava una morale naturale in grado di soppiantare le religioni rivelate. Attrasse l'interesse di studiosi dell'epoca e qualche anno dopo di un genio qual fu il Leopardi che lo tradusse. Perché il "Manuale" di Epitteto non è un libro erudito erudito, buono per riempire scaffali di biblioteche. E' un libro che valeva due millenni or sono come oggi. Perché i suoi insegnamenti non sono legati al tempo, ma all'uomo. Quindi sempre validi. E allora val la pena di prendere in mano la nuova edizione che oggi ha dato del "Manuale" di Epitteto, il volonteroso e bravo editore trevigiano Sismondi, cioè Franco Pilon di Salgareda, il quale ha scovato, nella sua bramosia di bibliofilo, una traduzione settecentesca del "Manuale" stampata a Venezia. Un libriccino di poco più di settanta pagine (7 euro), che farà la felicità dei bibliofili, con una copertina di rara bellezza e una veste che fa onore ai tipografi della Csc di S. Lucia di Piave.
Leggere il "Manuale" del filosofo greco ora non è una perdita di tempo. C'insegna a riscoprire il valore del sacrificio in anni dominati dall'edonismo, ci aiuta a riflettere sul senso della vita. Un libro intriso di spiritualità umana in quest'epoca che ha perso sì il senso del divino, ma anche quello della humanitas. Epitteto è uno dei grandi maestri della morale naturale, che non significa vivere come piace a ciascuno. Niente è più lontano dall'ateismo e dall'edonismo della religione naturale. Il "Manuale" è impregnato di spiritualità, esorta a tollerare e ad astenersi dai piaceri, dalle vanità. Ci invita a cogliere le cose utili che ci arricchiscono nell'anima e a rifiutare le apparenze, a spregiare il denaro, le cose terrene. Messo in mano ad uno dei padri della Chiesa non sfigurerebbe come uno dei testi che hanno tracciato la morale cristiana. Averlo ora riproposto è grande merito di Sismondi, un editore che i trevigiani devono ringraziare e conoscere di più per alcune sue pubblicazioni che ci invitano a riflettere.
Sante Rossetto
Da "Il Gazzettino" del 05/12/2006
MANUALE di Epitteto
L'elegantissimo volumetto riassume il celebre "Manuale", da una traduzione settecentesca edita a Venezia. Ma che cosa può insegnarci oggi il filosofo greco? Il suo "sustine abstine" (tollera e astieniti) è ancora attuale e praticabile? Vorremmo dire più che mai. Perché in un mondo intriso di materialismo e negazione di Dio il suo insegnamento fa rivivere la morale come obiettivo supremo. Una morale che trova la sua ragione di essere nell'uomo, nella sua dignità. Che confina con una religione dei valori naturali. E' per questo, forse, che Epitteto ha trovato grande fortuna nel secolo dei lumi che valorizza la morale e la religione naturale. E, allora, in anni di grande crisi spirituale come quelli odierni la sua lezione è più che mai attuale. Ed. Sismondi, pp. 74. € 7,00