Stampa di Venezia a volo d'uccello del 1635 [di Mattheus Merian] di Grafiche Biesse

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Descrizione

Riproduzione di Andrea Battanoli con la revisione del Maestro d´Arte della Stampa Franco Battanoli diplomatosi all´Istituto d´Arte di Venezia, sotto la guida dei professori Mario Dinon e Carlo Della Zorza.

Iscrizioni
al centro: il titolo "VENETIA";
a destra: il leone marciano entro cartiglio araldico sormontato dal corno ducale;
a sinistra: indicazione direzionale;
in basso a sinistra: la firma "M. Merian fecit";
distribuiti: molti toponimi della città e della laguna settentrionale.

Matthäus Merian, detto Matthäus Merian il vecchio (Basilea, 22 settembre 1593 - Bad Schwalbach, 19 giugno 1650), è stata una incisore e disegnatore svizzero naturalizzato tedesco, che ha operato
in Germania. Allievo di Dietrich Meyer a Zurigo, dove imparò le tecniche calcografiche. Si recò successivamente a Strasbourg, Nancy e Parigi, prima di ritornare a Basilea nel 1615.
L´anno seguente si recò a Francoforte sul Meno dove lavorerà per l´editore Johann Theodor de Bry, di cui sposerà la figlia Maria Magdalena nel 1617. Creata a Francoforte una propria bottega, diede
vita ad una ricchissima produzione di incisioni riproducenti scene di battaglia e specializzandosi nella riproduzione di carte topografiche.
Nel 1620 si recò con la moglie a Basilea, ma tre annni dopo ritornò a Francoforte, dove iniziò la conduzione della casa editrice del suocero, deceduto nel 1623. Nel 1626 divenne cittadino di
Francoforte. L´anno successivo accolse come apprendista Wenzel Hollar destinato a diventare un celebre incisore su rame. Nel 1645 rimase vedovo e nel 1646 sposò Johanna Sybilla Heim. Nel 1647 nacque la figlia Anna Maria Sibylla Merian.
Matthäus Merian morì dopo lunghi anni di malattia nel 1650 a Bad Schwalbach, una cittadina nelle vicinanze di Wiesbaden.


Opere:
Svolse la maggior parte della sua carriera a Francoforte. Già in giovane età produsse delle piante cittadine dettagliate nello stile che gli era proprio, esempio è la pianta di Basilea nel 1615.
Illustrò con notevoli acqueforti di piante e vedute la Topografia del geografo tedesco Martin Zeiller (1589 - 1661) in trenta volumi (1642-1688).
Successivamente, verso il 1640, produsse una serie di 21 volumi conosciuti come Topographia Germaniae assieme al proprio figlio Matthäus Merian il Giovane (1621 - 1687).
Queste opere contengono una grandissima quantità di piante e vedute di città, così come pure carte geografiche della maggior parte dei paesi, più volte ristampate. Riprese e completò infine le ultime
parti e le edizioni dei Grandi Viaggi e dei Piccoli Viaggi iniziati dal suocero nel 1590.
Pianta prospettica di Venezia, editata più volte dallo stesso Autore, nella sua bottega di Francoforte, nel 1635, 1638 e 1640, influenzò per tutto il secolo XVII buona parte dell´iconografia veneziana,
nonostante fosse opera della neonata cartografia olandese.
La sua fortuna derivò dalla precisione e nitidezza dell´incisione, che rende leggibile ogni singolo dettaglio, e dal formato allungato scelto dall´incisore, che ben si adatta alla forma urbis di Venezia.
Il modello scelto da Merian è la pianta di Jacopo De´ Barbari, Venetia MD, che trova, dopo quasi un secolo e mezzo, un valido seguace libero dal convenzionalismo didascalico tipico delle rappresentazioni cinquecentesche. Infatti Merian "ripulisce" la pianta dalle rappresentazioni
simboliche dei venti e delle divinità, aggiungendo alcuni ritocchi di aggiornamento quali il Ponte di Rialto, non più in legno, e la Chiesa di S. Giuseppe in Castello, mentre il resto della veduta aerea
rappresenta la città com´era alla fine del secolo XVI.
Naturalmente molti particolari topografici sono stati omessi per mantenere una sufficiente chiarezza dei luoghi e degli edifici di maggior prestigio entro le modeste proporzioni della pianta, la quale, comunque, riporta tutta la città: la Giudecca in tutta la sua estensione, le isole a settentrione e, in sfumato, la terraferma. In primo piano, inoltre, in analogia compositiva con la pianta del De´ Barbari, compaiono numerosi navigli di tipologia seicentesca.
Il successo fu inaspettato e le numerose edizioni si diffusero in tutta Europa. Sul finire del XVIII secolo le matrici originali in rame del Merian giunsero a Venezia per vie ignote.

La pianta prospettica fu ripubblicata da Marco Sebastiano Giampiccoli nel 1798, durante la prima occupazione Austriaca.