La casa vicino al mare [di Aldina Camillo] di Sismondi Editore

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Descrizione

Questo nuovo lavoro di Aldina Camillo conferma la sua dimensione lirica, giocata sull’ascolto di una voce intima che si esprime per ritmi e immagini che, pur attinte all’ambiente circostante (per lo più quello del litorale di Bibione, tra il mare Adriatico e il fiume Tagliamento), risultano elaborate in significative forme simboliche. A far da baricentro a questa poesia non è però solo l’universo personale della poetessa (il che sarebbe riduttivo), ma piuttosto, a partire dal suo angolo esistenziale, una parola autonoma, la cui forza o energia è il mistero poetico del linguaggio. La vita dona e la vita toglie, secondo un ritmo cosmogonico. Sulla scorta del chiaro-di-luna che incanta la poetessa, ecco il dipanarsi lirico dei giorni che apprendiamo, ecco quell’impaginarsi dei paesaggi in un continuum di reale e immaginario: “L’autunno sparge maestrali. Se ne sono andati tutti/da questa illusoria città.” Oppure: “D’inverno il mare/richiama i gabbiani, là nel suo talamo/sognano l’amore”. Bibione non è più Bibione tout court allora, ma lo spazio di una simbologia, un luogo mitologico. La “casa vicino al mare”.

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La casa vicino al mare, che dà il titolo a questa ultima raccolta poetica di Aldina Camillo, non è luogo di concentrazione, né di stesura o di studio. Diviene ipso facto ciò che è logico sia: epicentro geografico e fisico di un mondo interiore che è, di fatto, incontro di microcosmo e macrocosmo. Le stesse maree che la poetessa osserva incantata nel quotidiano, s’alzano e s’abbassano nel proprio animo, per effetto d’una sorta di panismo. Di quando in quando, ella riesce a frenare i propri moti interiori, ma soltanto per ascoltare immagini e vedere i suoni della Natura, in uno stato di rapimento che soltanto pochi conoscono. Di qui l’esigenza di una solitudine magna, per inventare rime o coniare neologismi in forma di licenze poetiche (sulle onde / che splasciano alla riva). O per gridare forte sulla spiaggia deserta tutta la sua solitudine (Faccio sempre tardi / quando aspetto / nessuno)… Il saluto al mare, in qualsivoglia giorno o stagione, diventa per la Camillo, atto di riverenza, gesto spontaneo, poiché tra ella e il mare v’è mera convibrazione. Pertanto, il mare, la laguna, l’odor del sale, ma pure i fiumi, l’acqua, i fenomeni naturali ad essa legati sono pensieri onnipresenti, sfondi impliciti, teatri d’ogni umana vicenda. Come un brodo primordiale, essi offrono pretext, materia, motivo per essere distillati in quintessenza poetica. “La casa vicino al mare”, appunto.

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Il libro è acquistabile presso l'autrice (cell.: 349 0754040) e prossimamente anche su Amazon.

Aldina Camillo è nata ad Eraclea (Venezia), vive a Bibione da lungo tempo. Ha iniziato a pubblicare nel 1986 su riviste locali e in seguito su quotidiani quali “La Nuova Venezia”, “Il Popolo”, “Il Piave” e su riviste culturali. Nel 1991 una sua raccolta di poesie dal titolo “Luce Orfica” viene pubblicata con la prefazione di Stanislao Nievo, a cura di Rebellato (Biblioteca Caminiana) e postfazione di Mirko Trevisanello. Nel 1997 una seconda pubblicazione esce con il titolo “Dentro l’albero cavo” Edizioni Del Leone, presentazione di Ludovica Cantarutti. Ha vinto vari concorsi editi ed inediti tra i quali “Primo premio nazionale di poesia Beniamino Joppolo” a Messina. È stata selezionata al premio di poesia Walter Tobagi di Venezia. Nel 2001 pubblica una silloge dal titolo “Fiume invisibile” Edizioni Del Leone con prefazione ancora di Stanislao  Nievo. Alcuni suoi testi e recensioni sono stati pubblicati sulla rivista nazionale di cultura “Poesia” edizione Crocetti. Nel 2008 pubblica “Crepa di Sale” Edizioni Del Leone con prefazione di Marco Marangoni.